La "Morale" di Trump e il Tramonto del Diritto Internazionale: Perché la Groenlandia è solo l'Inizio
Il mondo sta entrando in una spirale pericolosa. Se pensate che le mire espansionistiche del Presidente degli Stati Uniti sulla Groenlandia siano solo una questione di confini o di risorse minerarie, vi sbagliate. Il vero problema, quello che dovrebbe toglierci il sonno, risiede in una dichiarazione che segna un punto di non ritorno: l'affermazione secondo cui i limiti del potere presidenziale sono basati esclusivamente sulla "propria moralità".
Abbiamo impiegato ottant’anni per costruire un ordine mondiale basato su regole oggettive, sulla reciprocità e sul rispetto dei trattati. Un sistema nato dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale proprio per evitare che la volontà di un singolo uomo potesse scavalcare il diritto.
Storicamente, l'ultima volta che abbiamo visto principi
politici basati sulla "moralità soggettiva" del leader con un impatto
globale, eravamo nell'era del nazismo e del fascismo. Sappiamo tutti quali sono
state le conseguenze. La pace di cui abbiamo goduto finora non è frutto del
caso, ma della sottomissione della forza alla legge. Oggi, quel principio sta
crollando.
Immaginate la vostra casa, costruita con sacrifici di una vita. Ha una forma a "L" e, nello spazio vacante di quella geometria, c’è l’appartamento di un vicino. All'improvviso, il proprietario della casa a "L" inizia a pretendere aggressivamente il vostro appartamento, sostenendo che, per una sua "linea geometrica ipotetica", quello spazio appartenga alla sua zona di potere.
Non conta più il sacrificio, non conta il titolo di
proprietà, non conta il buon vicinato. Conta solo il desiderio: "Mi
piace, me lo prendo". È questa la logica applicata alla Groenlandia.
Un territorio che, per diventare fruttuoso, richiederebbe costi insostenibili
persino per le casse americane, ma che viene inseguito come un trofeo di
caccia.
A ottant’anni suonati e alla fine del suo ultimo mandato, il Presidente sembra ossessionato dall'idea di "rimanere nella storia". Avendo capito di non poterlo fare come uomo di pace — visto che il Premio Nobel non è arrivato nonostante i suoi sforzi mediatici — ha cambiato strategia.
Le "paci" firmate finora sono state piccole
contese territoriali in Africa o mediati accordi che non hanno salvato milioni
di persone, ma hanno solo servito a scopi d'immagine. Non avendo ottenuto la
gloria con la diplomazia, ora cerca l'immortalità attraverso la rottura delle
alleanze che hanno garantito il benessere globale per decenni.
Attivare una guerra dei dazi contro i propri alleati non è una mossa economica, è un atto punitivo. Lo strumento dei dazi, in questa amministrazione, non serve a favorire l'equo scambio, ma a ricattare gli amici di ieri.
Le conseguenze? Nel medio termine, la stessa popolazione
statunitense inizierà a soffrirne. Mentre a Washington si parla di "mire
imperiali", i cittadini americani combattono con:
- L'aumento
vertiginoso del costo della benzina.
- Il
prezzo del latte e dei beni di prima necessità.
- L'inflazione
importata dalle ritorsioni europee.
Mentre il dibattito si sposta sulla Groenlandia, i
portafogli dei cittadini americani stanno già pagando il prezzo di questa
visione geopolitica. Secondo le ultime analisi di mercato di gennaio 2026, lo
strumento dei dazi non sta colpendo i "nemici", ma sta agendo come
una tassa indiretta regressiva sulle famiglie americane.
- L'Inflazione
Importata: Dopo aver sfiorato il target del 2% nel 2024, l'inflazione
negli USA è prevista in risalita al 2,7% nel 2026 (Fonte: Morningstar).
Questo aumento è direttamente collegato al trasferimento dei costi dei
dazi dai produttori ai consumatori finali.
- Chi
Paga Davvero? Un report di Goldman Sachs stima che il 67% del costo dei
dazi ricada direttamente sui consumatori americani. Solo il 25% viene
assorbito dai produttori stranieri.
- Il
Carrello della Spesa: A gennaio 2026, i prezzi di beni essenziali mostrano
rincari preoccupanti:
- Caffè:
+19,8%
- Carne
Bovina: +16,4%
- Generi
alimentari (media): +2,4%
- Ricambi
auto: +3,4% (a causa dei dazi sull'acciaio e alluminio che pesano per il
19,27%).
Sebbene l'amministrazione vanti una crescita del PIL (attesa al 3,1% per il 2026), gli analisti di Fitch e del FMI avvertono che questo dato è "drogato" dagli investimenti nell'Intelligenza Artificiale, che mascherano un calo reale dello 0,6,0,7% della crescita causato esclusivamente dalle guerre commerciali.
Eppure, pur di essere ricordato, il Presidente accetta il
rischio di una ritorsione che bloccherà l'import/export globale, aumentando la
povertà interna.
Il limite alla moralità è il tema centrale del 2026. Dove inizia e dove finisce il concetto di moralità di un leader? Quando la morale personale diventa un deterrente alla pace e un sostituto del diritto, entriamo in una zona grigia dove tutto è giustificabile, anche l'ingiustificabile.
Dobbiamo fare estrema attenzione. Se la legge cede il passo
alla "coscienza" di chi comanda, la libertà di tutti è in pericolo.
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